compromette infanzia

 +PERSECUTED CHURCH scusa se ti ho arronzato, Amico Church, mi spronavano ad abbandonare il computer, COMUNQUE MI FAI FARE CERTE GRATTATE DI PALLE....... ANSWER ] mi dispiace di averti deluso e di non essere riuscito ad essere per te una persona interessante.. PERDONAMI!

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Crusades. "To this you were called, because Christ suffered for you, leaving you an example, that you should follow in His steps."
(1 Peter 2:21) Towering over that display area was a huge crucifix. The museum guides would explain it this way: “Christians love to suffer. Ever since their leader, Jesus Christ was crucified on a cross like this, they have had a persecution complex!”
While we are definitely not called upon to have a persecution complex, we as Christians are repeatedly reminded in scripture that our lot is indeed to follow in the footsteps of our Lord and Master.
When Jesus gave His last major teaching session to his disciples, he included a serious prediction about the reactions of the world. In what we now call the Upper Room Discourse (John 15-17), Jesus told his closest followers—probably as they were walking along (see John 14:31b)—that they were to remain [abide] in Him as a branch in the vineyard is connected to the main stalk.
He then reiterated his command that they were to love each other as He had loved them and was willing to lay down His life for them—the highest form of love. Little did they understand that prediction. Yet it would be fulfilled the very next day.
Then he contrasts that love of the brethren with the reaction of hatred from the world: “If the world hates you, keep in mind that it hated me first…for they do not know the one who sent me” (John 15: 18-21). A little further down in the discourse, He says, “…in fact, a time is coming when anyone who kills you will think he is offering a service to God” (John 16:2b).
Jesus was indicating that as He suffered, so would His disciples. Every human being endures some suffering in his lifetime. It may be the physical suffering of sickness or injury. It may be the inner suffering caused by the death of a loved one, rejection by friends, or simply loneliness. Whatever the cause may be, we all seek to avoid it as much as possible. The scriptures make it very plain that Christians are subject to all the causes of suffering common to men, plus the added persecution that comes with taking a clear stand for Christ.
RESPONSE:
Today I will walk in the suffering footsteps of Jesus, my Lord and Saviour; no complaints.
PRAYER:
Lord, give me grace to accept the responses of the world as Jesus did. As I abide in You, may I also show Your love to everyone.

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my ISRAEL ] [ ANCHE da https://unitedwithisrael.org/ sono stato di fatto cacciato, perché mi facevano la censura su circa 60% dei miei commenti, poi, ho tolto la iscrizione, ma loro continuano a scrivermi ancora: ugualmente

my ISRAEL ] mi hanno cacciato fuori nuovamente da sputnik
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Quando la guerra diventa una questione social ] [ img headerIl 30 giugno scorso un terrorista palestinese si è introdotto nella casa della famiglia Ariel, nell'insediamento di Kiryat Arba, in Cisgiordania. È entrato nella camera da letto di una delle figlie degli Ariel, Hallel, di soli 13 anni, e l'ha accoltellata a morte. Prima di compiere questo efferato crimine, il terrorista, proveniente dal villaggio di Bani Na’im (8 chilometri da Hebron), ha scritto su Facebook di pianificare di “suicidarsi o essere ucciso compiendo un attentato” perché era suo diritto farlo. Si tratta di uno dei tanti casi di attentatori palestinesi che negli scorsi mesi hanno usato i social network come macabro testamento per poi compiere attacchi terroristici contro civili o soldati israeliani. Hallel è stata la trentacinquesima vittima israeliana di questa ondata di violenza iniziata nell'ottobre scorso che ha visto molti attacchi dei cosiddetti “lupi solitari”: terroristi più o meno improvvisati, non direttamente legati a organizzazioni terroristiche, sui cui profili social spesso capeggiavano post in cui piangevano parenti uccisi mentre aggredivano israeliani e post o simili che invocavano il martirio. Da qui l'accusa mossa in particolare a Facebook da alcuni membri del governo israeliano, secondo cui il social network non fa abbastanza per bloccare i profili di chi sulla sua piattaforma istiga all'odio e a compiere attacchi terroristici. Il ministro della pubblica sicurezza Gilad Erdan ha dichiarato che Facebook e il suo fondatore, Mark Zuckerberg, dovrebbero prendersi la responsabilità dei contenuti che appaiono sul social network e lavorare con le autorità israeliane per frenare la violenza e rintracciare le persone che istigano all'uccisione di innocenti.

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Il luciferiano Alinsky: il mentore di Obama e di Hillary Clinton. 21/07/2016 Barack Obama ha iniziato la sua carriera politica come “organizzatore di comunità” a Chicago. Dopo di che, la sua ascesa politica è stata vertiginosa – prima, legislatore dello Stato dell’ Illinois poi al Senato degli Stati Uniti, e poi alla Casa Bianca. Saul Alinsky (1909-1972), ideologo del radical– comunismo, figlio di immigrati ebrei russi, lavorò a lungo a fianco dei comunisti prodigandosi come fund–raiser  per le Brigate Internazionali durante la Guerra di Spagna (1936-1939); ha scritto il libro–manuale sulla organizzazione della comunità, Regole per i radicali  Rules for Radicals: A Pragmatic Primer for Realistic Radicals (1971) e, come tale, è il guru di tutti gli “organizzatori di comunità” – un termine innocuo per  camuffare ciò che i marxisti definivano “agitprop” o “agitatori-propagandisti”. Alinsky diventò uno dei guru più influenti del Sessantotto, un profeta di quella “controcultura” da cui sono venuti tutti i dirigenti del Partito Democratico e i leader dei movimenti di sinistra. Alinsky non fu il primo a rendersi conto che le rivoluzioni marxiste di successo dipendono dalla bravura organizzativa, ma è stato il primo a scrivere un  manuale organizzativo per aspiranti rivoluzionari marxisti negli Stati Uniti. Le idee di Alinsky sono state utilizzate dalla sinistra nei centri urbani e nei campus universitari. Alinsky divenne così influente che molti giornalisti hanno scritto che “la democrazia americana è stata alterata dalle idee di Alinsky”.  ALTERATA E’ PROPRIO IL TERMINE PIU’ APPROPRIATO, dato che Alinsky dedicò il suo famoso libro “Regole per i radicali” a LUCIFERO:  i satanisti americani lo considerano UN MODELLO PER I SATANISTI, legati alla sinistra politica..ma questo aspetto inquietante e fondamentale per Alinsky, che vedeva in Lucifero “il primo vero radical–comunista della storia”, lo esamineremo in dettaglio più avanti.
Il biografo di Alinsky   Sanford Horwitt sostiene che non solo Obama ha seguito gli insegnamenti di Alinsky come organizzatore di comunità, quando era  a Chicago, ma che tutta la campagna presidenziale del 2008 di Obama è stata influenzata dal sistema di  Alinsky. Infatti lo slogan della campagna politica di Obama “CHANGE”, Cambiamento, è il leit–motiv del libro di Alinsky, Rules for Radicals…
http://www.complottisti.com/luciferiano-alinsky-mentore-obama-hillary-clinton/#
Hillary Clinton da giovane e la sua tesi di laurea su AlinskyLa Tesi di laurea di Hillary Clinton al Wellesley College era su Alinsky, nel 1968, dal titolo “C’è solo la lotta: un’analisi del modello di Alinsky “. Hillary Clinton si considera una VERA DISCEPOLA DI ALINSKY, con cui lei stessa ha intrattenuto rapporti epistolari per molti anni. L’ 8 novembre 2016, la Clinton cercherà di diventare il 45esimo presidente federale degli USA. Senatrice del Partito Democratico dal 2001 al 2009, Segretario di Stato dal 2009 al 2013, è una donna ricca e potente, grande  testimonial di ABORTO E IDEOLOGIA LGBT. Nel 1965, quando entrò al Wellesley College, la Clinton ebbe come compagna di camera la giovane e dichiarata lesbica Eleanor Dean Acheson (benchè poi si sposò con un giudice federale): è lei ad aprire ad Hillary le porte della politica nel Partito Democratico, infatti Eleanor è la nipote del noto DEAN ACHESON, il Segretario di Stato del presidente Truman, entrambi esponenti di spicco dell’universo liberal e “mondialista”. Ancora oggi, Hillary Clinton è responsabile della raccolta di fondi governativi della National Gay and Lesbians Task Force (NGLTF) ed è un’attiva lobbista della NGLTF al Congresso. COME CREARE UNO STATO SOCIALISTA (scritto da Saul Alinsky, in Rules for Radicals):
 Il benessere dello Stato deve avere più importanza dell’individuo.
1)Lo Stato deve dare direttive sulla sanità, deve avere il pieno controllo sulla salute delle persone, così si controlla meglio il popolo. 2)Lo Stato deve controllare ogni aspetto della vita dei singoli: cibo, vestiario, controllo nascite,  disponibilità economiche, etc… 3)Aumentare il livello di povertà, aumentare angosce ed insicurezze: la gente povera si controlla più facilmente e si accontenterà di ciò che gli dà lo Stato  4)Aumentare i debiti ad un livello insostenibile, con l’aumento continuo di tasse   5)ELIMINARE DIO E LA RELIGIONE DALLE SCUOLE  E DAL GOVERNO, imporre l’ateismo  6)Aumentare sempre di più il dislivello tra poveri e ricchi, così i poveri saranno sempre più sdegnati,  si solleverà il livello di violenza  e lo Stato avrà il consenso delle masse 7)Imporre l’Educazione di Stato “per il benessere comune”: lo Stato deve controllare cosa i giovani leggono a scuola e gli insegnanti devono adeguarsi alle direttive di Stato 8) Eliminare il possesso di armi ad uso privato: il popolo non deve essere in grado di difendersi da solo, ma sempre sottomesso allo Stato. 
Considerato tutto questo, dovrebbe farci riflettere sapere che Alinsky era un grande ammiratore di Lucifero – l’angelo ribelle così pieno di orgoglio che si credeva di essere “come Dio” – di cui Gesù  ha detto “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore” (Luca 10, 18), e così Lucifero cadde per sua volontà e perse per sempre la sua bellezza ed il suo posto nel Cielo.
Diane Vera, leader satanista teista di New York
I satanisti teisti sono quelli che adorano Satana come “dio”; i satanisti razionalisti si dichiarano atei, ma evocano gli stessi demoni con gli stessi rituali; il confine tra queste due divisioni del satanismo spesso è solo formale, come è labile il confine tra satanisti “radical comunisti”(secondo il modello luciferiano di Alinsky) e satanisti neonazisti: l’ideologia di base è sempre il totalitarismo anticristiano, la dittatura del relativismo, mascherata da “libertarismo”.I  SATANISTI  CONSIDERANO SAUL D. ALINSKY UN MODELLO PER I SATANISTI DI “SINISTRA”: lo ha scritto nel 2005  Diane Vera (leader satanista teista di New York). La satanista Diane Vera scrive: “Alinsky è un modello eccellente per i satanisti politici di sinistra, sia teisti sia razionalisti. Ha sposato un sacco di valori che sono familiari ai satanisti di oggi, come la sua enfasi sul potere e l’interesse personale”. Il noto libro Regole per i radicali  Rules for Radicals: A Pragmatic Primer for Realistic Radicals (1971) di Saul D. Alinksy, è dedicato a Lucifero:
“Per non dimenticare almeno un riconoscimento, una pacca sulla spalla per il primo radicale della storia, il primo di tutti i nostri miti e leggende (e chi può conoscere il confine tra mito e storia e se è nato prima l’uno o l’altra), il primo vero radicale  noto all’uomo che si ribellò contro il sistema e lo ha fatto in modo così efficace che è riuscito ad instaurare un regno tutto suo – Lucifero”.E, in un’intervista a Playboy del 1972  Saul D. Alinsky , ha detto:
Alinsky: “A volte mi sembra che la domanda che la gente dovrebbe farsi non è “C’è vita dopo la morte?” ma “C’è vita dopo la nascita?”. Non so se ci sia qualcosa dopo questa vita oppure no. Non ho visto le prove in un modo o nell’altro e non credo che qualcuno le abbia. Ma so che l’ossessione dell’uomo verso la questione dell’aldilà viene dal suo ostinato rifiuto di confrontarsi con la propria mortalità. Diciamo che se c’è un aldilà, io senza riserve scelgo di andare all’inferno.”
Alinsky  sembrava essersi allontanato dalla ortodossia della sua origine ebraica. Infatti si è dichiarato agnostico. Per esempio, nel suo testo Regole per radicali , quando loda Mosè come un “buon organizzatore”, Alinsky  ha parlato in modo molto irriverente verso “l’egoismo del Dio biblico” (pp. 89-91). Nella sua intervista del 1972 a Playboy , Alinsky ha detto: “Nessuno possiede la verità, e il dogma, qualunque forma assuma, è il nemico ultimo della libertà umana. Ora, questo non significa che io sono senza timone; la mia unica verità fissa è la convinzione che se le persone hanno la possibilità di agire liberamente e il potere di controllare il proprio destino (il “Fa ciò che vuoi, sia la tua unica legge”, il dogma dei satanisti coniato dal mago nero Aleister Crowley, ndr), riusciranno generalmente a raggiungere le giuste decisioni. L‘unica alternativa a questa convinzione è la regola creata da un’Elite, che si tratti di una burocrazia comunista o la nostra attuale struttura aziendale”.                   
Saul Alinsky morì pochi mesi dopo l’intervista, il 12 giugno del 1972, e senza dubbio avrà ottenuto il suo desiderio, riguardo al suo posto nell’aldilà…
https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/19/il-luciferiano-alinsky-il-mentore-di-obama-e-di-hillary-clinton/

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24-07-2016 Firme, dossier e mozioni contro il gender a scuola di Luca Paci, Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli
Un’attesa carica di preoccupazione accompagna il lavoro della Commissione di esperti pedagogisti delegata dal ministero dell’Istruzione a stilare le linee guida del comma 16 della legge sulla “Buona Scuola”, che introducono l’educazione alla parità tra i sessi e la lotta alla violenza di genere in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.
Il testo, in realtà, è stato anticipato quasi interamente da alcune indiscrezioni di stampa e anche dalla Nuova Bq che ha messo a fuoco una retorica di fondo e una serie di vere e proprie esortazioni tutte tese a decostruire ogni forma di identità sessuata. Maschile e femminile sono presentati nel contesto di una continua contrapposizione condizionata da “pregiudizi spacciati come naturali”. La colpevolizzazione del maschio e di ogni dinamica della società naturale ovviamente fanno da fil rouge di tutto il documento.
Insomma, il blitz preparato in gran segreto nelle stanze del Miur viene svelato i primi di luglio. I dirigenti di viale Trastevere accusano il colpo e rinviano a data da destinarsi la consegna delle linee guida ai delegati del Fongas (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola) che nel frattempo erano già stati convocati a Roma per un incontro che si è risolto con un nulla di fatto.
La politica italiana non è nuova alle sortite ferragostane; spesso i provvedimenti più controversi vengono fatti passare quando si abbassano le serrande anche degli oppositori più ostinati. Il ministro Giannini non ha fatto pero i conti con il Comitato Difendiamo i Nostri Figli (Cdnf), che, proprio sulla questione del gender nelle scuole, lo scorso giugno riuscì a portate un milione di persone a piazza San Giovanni a Roma.
Sulla base di questa situazione di incertezza, la squadra guidata da Massimo Gandolfini ha annunciato uno stato di massima allerta anche per il mese di agosto. Nel frattempo la pressione affinché siano resi pubblici i risultati della commissione degli esperti non è mai calata. Lo scorso 25 giugno 300 famiglie romane della rete del Family Day hanno manifestato davanti al Miur e non passa settimana senza che Gandolfini non diffonda comunicati che chiedono un immediato incontro con i vertici del ministero.
Il Cdnf ha inoltre già raccolto oltre 50mila firme in sostegno della petizione per la libertà educativa, il consenso informato preventivo e la possibilità di esonero da progetti didattici e percorsi educativi non condivisi, che saranno consegnate al Ministero a fine luglio. Per l’occasione sarà inoltre trasmesso un dossier che certifica i casi di abuso didattico educativo che già si sono verificati in numerose scuole del nostro paese e il manifesto educativo redatto dal Comitato e sottoscritto da oltre 30 associazioni che condividono le queste istanze.
Tanto per non farsi mancare nulla, Gandolfini e soci stanno anche promuovendo presso ogni consiglio comunale d’Italia un ordine del giorno che impegnerà l’amministrazione a rispettare la libertà educativa delle famiglie a non trasmettere in nessun modo “ideologie gender” nelle scuole di pertinenza comunale. Le amministrazioni locali sono, infatt,i la prima frontiera dell’impegno contro la propaganda ideologica sui minori e le contestazioni del Family Day spesso riescono a condizionare le agende dei sindaci e della maggioranze che li sostengono, come dimostra la recente decisione della nuova giunta comunale di Trieste, del sindaco Di Piazza, che ha deciso di sospendere l’adesione del comune giuliano al “Gioco del rispetto”, scegliendo di non rifinanziare un’attività che aveva suscitato le proteste di numerose famiglie e il coinvolgimento del Comitato Difendiamo i Nostri Figli. Il fuoco di fila sembra però arrivare da una sola trincea. Tutte le associazioni sedute al tavolo del ministero e riunite sotto il Fongas restano in silenziosa attesa delle linee guida. A questo punto viene ovviamente da chiedersi che tipo di rappresentanza questi soggetti stanno offrendo alle centinaia di migliaia di famiglie che hanno animato i due ultimi Family Day. Siamo sicuri che gli interlocutori del ministero dell’Istruzione siano i soggetti più capaci e più disposti a lottare (e rischiare di perdere sostegni e appoggi) per dar voce alle preoccupazioni delle famiglie italiane?
Dal canto suo Massimo Gandolfini ha espresso rinnovata fiducia nell’azione del Fongas. Eppure, secondo alcune indiscrezioni pare che in una recente riunione tenutasi presso il Forum delle famiglie sia emersa una linea di sostanziale accondiscendenza con il Miur e con il documento in preparazione. Sempre secondo le voci raccolte, il Forum eviterebbe persino di sostenere la semplice richiesta del consenso informato sui corsi extracurriculari, al fine di evitare di creare un clima di sfiducia tra scuola e famiglie.
Se queste indiscrezioni fossero confermate dai fatti, lo stesso Forum dovrà allora spiegare i veri obiettivi della campagna che ha appena lanciato e che si intitola “Immischiati a scuola”; iniziativa voluta dai vertici del Forum e che esorta tutte le famiglie ad impegnarsi nelle scuole guardano verso di esse «come luogo di corresponsabilità educativa». Insieme ad Age, Agesc e Faes il Forum vuole creare «una rete di genitori  che vogliono mettersi in gioco». Ottimo verrebbe da dire, ma i giochi, quelli grossi, si stanno decidendo adesso nelle stanze Miur e mai quando in questi giorni servirebbe un fronte comune di tutte le realtà pro-family italiane.
Su questo fronte, però, la strategia del Forum delle Associazioni Familiari sembra essere al quanto macchiavellica, si legge infatti ancora sulle pagine del sito che presentano “Immischiati”: «Se i nostri genitori, debitamente formati e messi in rete, risolveranno il problema della finestra rotta o del tetto con l'amianto, automaticamente avranno la fiducia degli altri papà e mamme sulla scelta dei vari progetti extracurricolari». Insomma il Forum vuole certamente riportate «la famiglia al centro del percorso educativo», ma con una operazione di lungo termine e di ampio respiro che guarda anche agli aspetti utilitaristici come la mancanza delle risme di carta o la presenza di aule sporche.
Tutto vero, tutto giusto, per carità; ma l’approvazione delle linee guida che promuovono «una differenza sessuale vissuta secondo in uno spettro ampio di inclinazioni, affinità, scelte» è in programma prima di settembre. Magari sarebbe il caso di evitare che i genitori si immischino anche con questa roba. http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-firme-dossiere-mozioni-controil-gender-a-scuola-16856.htm#.V5Z8Se39maq

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Abbiamo chiesto a un gruppo di donne – sposate dai 7 ai 35 anni – di condividere le vere e profonde verità sul sesso che spesso non riusciamo a sentire:

Il sesso è il momento più intimo che io e mio marito possiamo avere come coppia sposata. Ci riunisce dopo un litigio terribile. È il divertimento che proviamo nel cercare di scoprire cosa piace all’altro. È una grande fonte di alleviamento dello stress ed è divertente chiudere fuori i bambini e sgattaiolare via per stare insieme nel bel mezzo del caos della nostra vita.

È il massimo della vulnerabilità e del donare tutto se stesso. È un rapporto che posso conoscere e che ho solo con mio marito. Nessun’altra persona condivide quello scambio con lui. Altre ragazze possono pensare che sia carino, o lodare le sue abilità chitarristiche, ma io sono l’unica a condividere tutta me stessa con lui, e lui condivide tutto se stesso solo con me.

Al corso prematrimoniale ci è stato detto che il sesso è l’“olio nella lampada” del matrimonio. Quasi 30 anni dopo sono d’accordo. Quando inizio a sentirmi irritata da mio marito e ci sono piccole cose che mi infastidiscono o mi sento distante da lui penso “Quando è stata l’ultima volta che abbiamo avuto un po’ di intimità? Dobbiamo aggiungere ‘olio’ alla lampada del nostro matrimonio”. In genere facciamo sesso almeno una volta a settimana, e penso che siamo una delle coppie sposate più felici che io conosca.

Sapere che stiamo partecipando alla vita sacramentale rende l’atto del sesso non solo fisico, ma profondamente unitivo e spirituale.

Il sesso prematrimoniale manca, nella sua natura, di libertà. Provoca molta ansia per una possibile gravidanza e per questioni di impegno, e promuove l’insicurezza. Può anche renderci ciechi su quanto sia realmente positivo o negativo il nostro rapporto. Ci incolla all’altra persona e ci fa sentire obbligati a stare insieme anche se ci sono delle grandi bandiere rosse all’orizzonte.

Il sesso tra persone sposate, amorevole e monogamo è sicuro. Non solo perché i partner sessuali non sono a rischio di malattie sessualmente trasmissibili o violenza sessuale, ma perché nel legame che condividiamo con il coniuge nel sacramento del matrimonio c’è la libertà nella fiducia e nell’esclusività. È sicuro esplorare, giocare, cercare piacere dall’altra persona e dargliene.

Il sesso all’interno del matrimonio è libertà!

La notte delle nostre nozze ricordo di aver pensato: “Sono libera”. Sono tua e tu sei mio. Non ero preoccupata di quello che avrebbe pensato di me. Eravamo innamorati e stavamo iniziando un viaggio insieme. Siamo stati davvero capaci di donarci completamente senza paura o mancanza di impegno totale.

Il sesso prematrimoniale è come mettere un piede nell’acqua. Il sesso dopo il matrimonio è saltarci dentro!

Se non avete dormito insieme prima della vostra prima notte di nozze, non funzionerà tutto subito. Non farete immediatamente del sesso fantastico. Potrebbe essere bello, ma lasciate lo spazio per adattarvi l’uno all’altro a livello sessuale.

Il sesso fantastico immediato non è la ricompensa per essere rimaste vergini o “brave” ragazze!

Vale la pena di aspettare il sesso dopo il matrimonio. L’ho imparato nel contesto di un rapporto impegnato, amorevole e pieno di sostegno. Era così diverso dagli incontri affrettati e solo fisici che avevo sperimentato in precedenza che è difficilissimo paragonarli.

Il sesso è molto più di un semplice atto fisico. Il matrimonio offre una cornice che inserisce il sesso nel contesto dell’impegno in un modo che nessun altro rapporto può offrire.

C’è una splendida diversità di esperienze sessuali all’interno del matrimonio. Non dobbiamo conformarci a uno standard o allo standard di qualcuno. Man mano che andiamo avanti con l’età, ci troviamo impegnati in modi nuovi e più profondi.

Anche dopo tutti questi anni insieme, ci conosciamo meglio a vicenda in questo modo intimo.

Mi piace il fatto che il sesso sia una cosa che condividiamo solo con il coniuge. È esclusivo, intimo, privato. Mio marito ed io abbiamo amici e colleghi dell’altro sesso che ci piacciono e rispettiamo, ma il sesso è solo tra noi due.
Avendo avuto rapporti in cui la castità era una dura lotta, guardo indietro vedo che il rapporto era diventato concentrato sull’aspetto fisico. Quanto ci spingevamo in là a livello fisico diventava una sorta di barometro – spesso l’unico – del mio interesse nei confronti di una persona, piuttosto che la nostra intimità emotiva, il tempo e l’attenzione.

La mia storia sessuale è venuta fuori da un profondo bisogno di attenzione maschile e di affermazione. Ero piuttosto promiscua, e raramente ho sviluppato buoni rapporti che non includessero il sesso. Quando ho incontrato mio marito, ho imparato che era possibile avere un rapporto basato su ben più del sesso.

Il sesso crea un legame tra due persone. Se una coppia che esce insieme ha questo tipo di intimità, la rottura può essere estremamente dolorosa, e il dolore può durare a lungo. Un partner potrebbe prendere il sesso più seriamente dell’altro.

Il sesso rende più difficile abbandonare delle relazioni quando è necessario farlo.

Il sesso dopo molti anni di matrimonio può perdere il suo “lustro”, perché parte del divertimento del sesso deriva dalla novità e dal desiderio fisico. Anni e anni insieme hanno ridefinito per noi le versioni della cultura pop di novità e passione trasformandole in qualcosa di più profondo. Una vita insieme include queste cose, ma anche molte altre (come problemi economici, malattia, questioni relative ai figli) che possono togliere divertimento al sesso per settimane (o anche mesi).

La cosa più difficile del sesso nel matrimonio sono le aspettative su quanto spesso si farà sesso. Alla fine della giornata, dopo aver accudito un bebè e con i bambini che hanno bisogno di me tutto il giorno, spesso vorrei solo andare a dormire. Sono sempre felice quando mi prendo del tempo per avere dell’intimità con mio marito anche se all’inizio non mi andrebbe.

Il matrimonio – sesso incluso – è donarsi a livello di sacrificio. Sacrificio! È una parola che oggi non usiamo molto. Anche lui deve sacrificarsi in certi periodi del mese, quando pratichiamo la pianificazione familiare naturale, o in altri periodi in cui ci dobbiamo astenere. Il sesso matrimoniale richiede molta pazienza e sacrificio, e mettere continuamente al primo posto l’altro.



La parola all’esperto

Le donne con cui abbiamo parlato hanno le idee chiare. In un’intervista, il dottor Les Parrott, docente e co-fondatore del Center for Relationship Development presso la Seattle Pacific University e co-ideatore dello strumento per la consulenza prematrimoniale SYMBIS, ha offerto un punto di vista simile.

Il sesso può dirottare il “normale progresso dell’intimità”. Secondo Parrott, il sesso prematrimoniale può “giocare con la nostra mente”, resettando la vera chimica. Questo ci fa credere a cosa che potrebbero non essere vere, come che il fidanzato attuale sia “quello giusto”.

Il sesso nei rapporti sbagliati può “ferire lo spirito”, osserva Parrott. Sentiamo la vulnerabilità – e il senso di colpa – quando sperimentiamo “questo atto che ci unisce per la vita senza l’intento di unire due vite”.

Il sesso non rovina una vita, o un’anima, o un matrimonio futuro. Parrott ricorda a chi si sente in colpa che non c’è bisogno di farlo. Le coppie che hanno fatto sesso ma vogliono esplorare la castità fino al matrimonio possono “andare avanti” e “tornare vergini nello spirito”.
http://it.aleteia.org/2016/07/20/23-confessioni-sesso-matrimonio-single/3/

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Chissa se ERDOGAN si può chiedere se il GOLPE è stato anche sua.. perché se lui non se lo chiede? POI ARRIVERÀ A ROMA! Turchia: mandato arresto 42 giornalisti Tra loro anche la veterana Nazli Ilicak ] Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR [ chissà se Erdogan si è chiesto: "forse il golpe è stata colpa mia?" Oltre cento cacciati da Turkish Airlines, Dopo il golpe, altri 198 allontanati da Turk Telekom

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THE WAY OF THE CROSS. Members of the persecuted church around the world have long understood the true significance of the cross of Christ. Pastor Allen Yuan in China, who spent almost twenty-two years in prison for his faith away from his large family, often talks about his sufferings over those years. But he invariably concludes with the statement, “They are nothing compared with the Cross!”
The best known and loved pastor in China was Watchman Nee who was martyred in the early 1970’s. One of his elderly co-workers said recently, “If we call ourselves Christians— people following Christ—we should know what road we are taking. Christ went the way of the Cross. We should be prepared to do likewise.”
A Canadian Christian aid worker was overwhelmed at the enormous need among the believers of southern Sudan. He recalls some children in a village wearing nothing but hand carved bone crosses fashioned in necklaces around their necks. He pointed to the cross on one emaciated child and questioned her with hand motions. She smiled broadly, took off the necklace and handed it to him.
His thoughtful analysis is this: “That little act symbolises the state of the suffering church in Sudan. With absolutely nothing in the way of material possessions, they still have the cross of Jesus Christ. They are prepared to share its hope - even though it means death.”
Indian missionary and martyr, Sadhu Sundar Singh, wrote in his diary, “It is easy to die for Christ. It is hard to live for him. Dying takes only an hour or two but to live for Christ means to die daily [to self].”
A thirty-two-year-old pastor works in upper Egypt, an area of intense persecution for Christians. He runs a day care centre, a medical clinic, a literacy training program as well as caring for the families of those in prison. He has been beaten twice by Muslim extremists and threatened daily with death. He knows they are trying to kill him...but he continues to daily bear his cross.
A leading pastor in Egypt shared about a parishioner who tearfully came for counselling. Young people she had trained at her work were recently promoted to be her supervisors. She was passed over solely because she was a Christian. The pastor concluded, “That’s the cross we must bear here in Egypt!” The essence of these examples is that instead of exercising and asserting my will, I learn to co-operate with God’s wishes and comply with His will.
 RESPONSE:
Today I will walk the way of the cross with Jesus and comply with His will.
PRAYER:
Pray for believers under severe persecution who today will take up their cross to follow Jesus.
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La Nba punisce lo Stato del North Carolina. Niente “All Star Game 2017” a Charlotte
Silver ha spiegato così le ragioni della scelta di spostare l’organizzazione dell’evento da Charlotte ad un’altra città più “inclusiva”:
“Fin dall’approvazione da parte del North Carolina della legge HB2 si è resa palese la necessità di tutele legali per la comunità LGBT di Charlotte. La NBA e gli Charlotte Hornets hanno lavorato per cercare di ottenere insieme una risoluzione positiva della vicenda. Questi dialoghi sono stati alimentati da alcuni valori fondamentali della nostra lega. Fra questi non solo l’accettazione delle diversità, l’inclusione, l’equità e il rispetto degli altri, ma anche la propensione ad ascoltare e considerare punti di vista opposti”.
SE NE RIPARLA NEL 2019
Adam Silver ha comunque fatto intendere che la città del North Carolina potrebbe riottenere nel 2019 l’All Star Game che ha appena visto svanire, a patto che faccia un contrito “mea culpa”, rivedendo o rimuovendo del tutto la “discriminatoria” legge HB2.
Il Governatore del North Carolina Pat McCrory ha accolto obtorto collo la decisione della NBA, sottolineando l’influenza decisiva delle lobby LGBT su una legge di “buon senso” democraticamente approvata:
   “Le famiglie americane ora sapranno che alcune aziende hanno deciso di imporre i propri valori a Stati con leggi democraticamente approvate. Per mesi si è parlato a sproposito di una legge che chiede semplicemente che ragazzi e ragazze possano utilizzare bagni pubblici e spogliatoi senza la presenza di membri del sesso opposto”.
DITTATURA DEL RELATIVISMO
La decisione della NBA di annullare l’organizzazione dell’All Star Game Weekend 2017 a Charlotte, conferma ancora una volta l’esistenza di un totalitario diktat etico che, in nome “dell’accettazione delle diversità, l’inclusione, l’equità e il rispetto degli altri“,  promuove la “normalizzazione” della fluidità sessuale, imponendo senza appello la propria intollerante visione ideologica relativista. E’ la dittatura del relativismo che rifiutando verità e principi assoluti si erge paradossalmente ad unico intoccabile ed indiscutibile dogma.
http://osservatoriogender.famigliadomani.it/la-nba-punisce-lo-stato-del-north-carolina-niente-all-star-game-2017-a-charlotte/

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Chi promuove la teoria del gender ? Dopo Pechino 1995 una governance mondiale ha promosso la parità dei sessi come una delle priorità trasversali della cooperazione internazionale. Un ruolo decisivo in tale rivoluzione culturale è giocato dalle potenti ONG internazionali come Amnesty International, Planned Parenthood, Women’s Environment and Development Organization, Greenpeace ed altri. Questi attori non statali esercitano un’influenza maggiore di quella dei governi nella costruzione del consenso attorno al nuovo paradigma etico. Essi si sono infiltrate nei maggiori centri di potere internazionali cosicché oggi l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, il Parlamento Europeo, l’UNESCO, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono tutte schierate in prima linea nella promozione del gender diktat. I programmi di azione di tali organizzazioni sono addolciti da termini a prima vista condivisibili e politically correct, di modo che la rivoluzione possa avanzare, subdolamente, in maniera silenziosa. http://osservatoriogender.famigliadomani.it/capire-il-gender/chi-la-promuove/

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Gender: perché è un’ideologia intollerante e totalitaria? Come tutte le teorie contro-natura, proprio per la sua caratteristica di essere qualcosa di innaturale e anormale che sfugge ad un’istintiva comprensione e assimilazione all’interno delle strutture sociali e culturali,  l’ideologia del gender utilizza un metodo aggressivo, volto a imporre la propria visione in maniera totalitaria. In tal senso, si è assistito, anche nel nostro paese, ad una preoccupante escalation di intolleranza nei confronti di coloro che continuano a rivendicare l’unicità e la bellezza della famiglia naturale. Si verifica quindi un curioso paradosso: l’ideologia relativista per eccellenza, che respinge l’esistenza di qualsivoglia valore assoluto e reclama il riconoscimento dei propri diritti in nome del principio di non-discriminazione, pretende di imporre i propri principi, questi sì insindacabili, senza discussione alcuna. Non si tratta solo di una astratta ideologia. Il movimento gender per raggiungere i suoi scopi distruttivi si serve di tutti i mezzi a sua disposizione e, potendo contare su un sistema mass mediatico compiacente, mette in campo una strategia tentacolare che si sviluppa su più livelli senza lasciare alcuno spazio al dibattito. Quello che è in corso è un attacco globale nei confronti dell’ordine sociale naturale da parte di una lobby che pretende imporre, dispoticamente, le proprie rivendicazioni, presentate come i nuovi diritti umani, all’interno delle legislazioni nazionali e dei programmi educativi scolastici. Un vero e proprio diktat etico globale che, pur non facendo ancora, ufficialmente, parte del diritto internazionale e non vincolando, dunque, giuridicamente i singoli Stati, grazie all’appoggio del mainstream dominante, esercita una pressione ed un’influenza ideologica decisiva sulle menti e i comportamenti delle attuali e future generazioni. Marguerite Peeters nota come la nuova etica si è imposta, in maniera indolore, attraverso una “rivoluzione silenziosa”, e, in pratica, essa
   «già governa le nazioni del mondo. Quale capo di stato, in effetti, ha proposto, elaborato, espresso un’alternativa ai nuovi paradigmi ?Quale organizzazione ha osato mettere in discussione i loro principi soggiacenti? Quale cultura ha opposto loro una resistenza efficace? Il punto è che tutti gli attori sociali e politici influenti, ovunque nel mondo, non solamente non hanno opposto resistenza, bensì hanno internalizzato e si sono appropriati dei nuovi paradigmi. L’allineamento è stato generalizzato».
Tale processo si è svolto subdolamente, “sottotraccia”, a colpi di un martellante bombardamento mass-mediatico e pervasive campagne di sensibilizzazione delle coscienze. I condottieri, ahinoi, vittoriosi della rivoluzione sono i gruppi di pressione; sono loro, e non i governi nazionali o i cittadini, «la punta di lancia della rivoluzione, gli esperti che hanno forgiato il nuovo linguaggio con fini manipolatori, i pionieri della nuova cultura, i sensibilizzatori che hanno condotto la campagna, i costruttori di consenso, i facilitatori, i partners di base, gli ingeneri sociali, i campioni della nuova etica». Il diktat ideologico di una minoranza viene, prepotentemente, somministrato alle incolpevoli nuove generazioni. Sono loro, indottrinati fin dall’asilo al nuovo pensiero unico, le prime innocenti vittime di una rivoluzione, che ne compromette irrimediabilmente l’infanzia e l’adolescenza. Di fronte a tale violenza colpisce il colpevole silenzio della maggior parte di coloro che dovrebbero essere schierati in prima linea a difesa dei bambini a cominciare dalla categoria degli psicologi. Come ben osserva, a tale proposito, la sociologa tedesca Gabriel Kuby nel suo saggio Gender Revolution, mettere in discussione il fatto che i bambini abbiano bisogno di una figura paterna e di una figura materna,
«rappresenta un attentato ai dati essenziali dell’esistenza umana ed un cinico rinnegamento delle conoscenze acquisite dalla psicologia. Del resto non c’è bisogno della psicologia per capire che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. In ogni caso è scandaloso il fatto che gli psicologi e la loro corporazione in generale, non si facciano sentire: il formulare terapie per curare i disturbi della personalità causati dal rapporto sbagliato con padre e madre dovrebbe essere il loro pane quotidiano. Così facendo, questa corporazione si piega alla political correctness».
(tratto da Gender Diktat. Origini e conseguenze di un’ideologia totalitaria – Rodolfo de Mattei, Solfanelli, Chieti 2014)
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